Tuesday, June 2, 2026

Passaggio

So che sta nell'inconscio, quel genitore immaginario, creato attraccerso le parole contorte dalle emozioni estreme di mia madre, che cercava di sforgarsi sulla persona piu' sbagliata. Una parte d'esso viene proiettata, consumata, dissoluta, evaporata nell'aria attravverso gli conflitti, le battaglie, attravverso la resistenza, le lotte. Una parte viene portata via da coloro che si sono allontanati. Sono stata sconvolta, mi sono sentita lacerata. Ma poi, mi sono sentita alleggerita. Come fossi rimasta solo la meta' di me. Non sapevo cosa fosse successo, tutto era cambiato, in un batter d'occhio. Eppure sapevo bene cosa era successo, ho tenuto gli occhi ben aperti, anche all'interno della voragine, all'interno di quell'abisso buio, quasi fosse infinito.. E poi era finito li'. E io dovevo sopravvivere. Sopravvivere da sola, perche' nessuno era piu' con me. Ero completamente sola, abbandonata dal mondo. Ho capito chi erano, coloro che mi si circondavano, in quel lasso del tempo. Ho capito chi erano loro, e ho capito chi ero io. La rabbia, era contro tutto il mondo, era contro chi mi portarono al mondo. Neanche ora, sono poco sicura di aver capito o no il mondo. Ma parlo con prudenza, dico le cose in cui fermamente credo, che posso sempre citare per altre volte. Dico le cose autentiche, cercando di stare sui fatti. Il sognare troppo mi aveva portato alla paranoia, mi aveva messo la testa fra le nuvole. Ho sognato troppo, per poter fuggire, per poter soggiornare con tranquillita', sicurezza, stabilita'. Mi alleo con le cose concrete. Mi riconnetto con il terreno, col pavimento, con la superficie della terra. Sono diventata una realista, una materialista, un'ambiziosa. Guardo ai soldi, guardo al potere, guardo alla classe sociale, cerco di essere sempre quella migliore, anche se non ha molto senso. E poi scopro di non avere piu' una connessione con la sfera spirituale forte, e' diventata fragile, non ci credevo piu'. Ero diventata una mondana, e non ci trovavo nulla di male. Mi facevo un po' schifo, ma mi andava bene. Era cosi' anche quel genitore immaginario. Capivo tutte quelle occhiate dubbiose, altezzose, discriminanti. Capivo cosa volevano dire. Ma non potevo farci nulla, non potevo piu' tornare quella io di una volta. Avevo perso tantissima energia, cosi' tanta che non me ne rendevo conto. Cosi' tanta che ero facile da sopraffare, ma credevo di poter ancora combattere. Credevo di riuscire ancora a spiegarmi, a mettermi in luce. Credevo di riuscire ancora a vincere, in qualche modo. Ma era cambiato tutto. Cosa era successo non lo so, ma era cambiato tutto quanto. Da rabbrividirsi, da paura. Ma che cxxxx era successo..? Non so piu' nulla. Inutile che faccio finta di essere fiduciosa di aver la situazione sotto controllo. Mi si era scivolata dalle mani.. il mondo attorno si era allargato a dismisura, comincio a vedere quel che credo siano cose saltate fuori dopo, ma chissa', forse esistevano gia' da prima, chissa'. Volevo andarmene via, volevo ricominciare tutto daccapo. Non ho bisogno dell'approvazione di nessuno, compreso quella di quel genitore che non e' mai veramente esistito.

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